Settembre 2026 segna un passaggio importante per Google Ads: l’azienda sta avviando la transizione automatica di alcune configurazioni legacy verso AI Max per le campagne Search. La modifica riguarda in particolare Dynamic Search Ads, Automatically Created Assets e alcune impostazioni di broad match, mentre Google ha già spostato in avanti a febbraio 2027 la dismissione automatica dei DSA.
Per chi gestisce campagne pubblicitarie in Italia, il tema non è soltanto tecnico. AI Max rappresenta un cambio di paradigma: Google vuole utilizzare maggiormente l’intelligenza artificiale per interpretare l’intento di ricerca, ampliare la copertura e adattare gli annunci, lasciando all’inserzionista un sistema diverso di controllo.
Cosa sta cambiando in Google Ads
AI Max è l’evoluzione delle funzionalità che Google ha costruito intorno alle campagne Search per andare oltre la semplice corrispondenza tra keyword e query.
Google combina gli input dell’inserzionista con contenuti del sito e segnali di intento per trovare nuove opportunità di ricerca. La piattaforma può inoltre personalizzare il testo degli annunci e utilizzare la Final URL Expansion per individuare la pagina del sito più pertinente.
- maggiore espansione delle query intercettate;
- personalizzazione automatica del testo;
- scelta più dinamica delle pagine di destinazione;
- nuovi controlli per brand, località e linee guida del testo.
Perché la transizione interessa le PMI
Una PMI che utilizza Google Ads potrebbe ritrovarsi con campagne più automatizzate senza aver modificato direttamente la propria strategia. Questo rende ancora più importante avere conversion tracking affidabile, landing page coerenti e obiettivi commerciali ben definiti.
Quando il sistema dispone di più libertà per trovare query e combinazioni di annunci, la qualità degli input diventa fondamentale. Un sito poco chiaro, pagine obsolete o conversioni configurate male possono ridurre il valore dell’automazione.
Il dato interessante: Google dichiara più conversioni
Google afferma che, nei propri dati interni e per gli inserzionisti non Retail, l’utilizzo completo delle funzionalità AI Max ha prodotto in media il 7% in più di conversioni o valore di conversione a CPA o ROAS simili rispetto al solo search term matching.
È però un dato dichiarato da Google e non va interpretato come una garanzia per ogni account. Una PMI dovrebbe verificarne l’impatto direttamente attraverso test e dati propri.
Come prepararsi senza perdere il controllo
Il passaggio all’automazione non significa abbandonare la strategia. Al contrario, diventa necessario spostare l’attenzione dalle micro-impostazioni alla qualità dell’offerta, delle pagine e degli obiettivi.
Prima di aumentare l’automazione conviene controllare il tracciamento delle conversioni, le landing page principali, i messaggi del brand e le aree geografiche servite. Per aziende locali italiane, i controlli di località e le esclusioni rimangono particolarmente importanti.
Azione Immediata
- Controlla quali campagne Search utilizzano ancora DSA, ACA o impostazioni legacy interessate dalla transizione.
- Verifica conversioni, valori e attribution prima di confrontare le performance.
- Rivedi landing page, messaggi e regole di brand per evitare che l’automazione produca traffico poco pertinente.
- Testa AI Max con un confronto misurabile e valuta CPA, ROAS, lead qualificati e valore reale delle conversioni.
Conclusione
AI Max mostra come Google stia trasformando Search Ads da uno strumento basato principalmente su keyword e impostazioni manuali a un sistema più orientato all’interpretazione dell’intento. Per le PMI italiane il vantaggio può essere una maggiore capacità di intercettare domanda, ma solo se dati, sito e obiettivi commerciali sono abbastanza solidi da guidare l’intelligenza artificiale nella direzione giusta.
Fonte originale: Google Ads — aggiornamento 11 giugno 2026, transizione automatica da settembre 2026.