Sipag Bisalta S.p.A.
Sipag Bisalta produce bentonite e prodotti ausiliari dal 1948 ed è tra i principali produttori europei del settore, con sede a Genova e stabilimento a Sovizzo, in provincia di Vicenza. Il sito aziendale era fermo da circa dieci anni: l'ho ricostruito da zero su WordPress, riorganizzando una quarantina di pagine attorno alle applicazioni industriali anziché al catalogo prodotti, in versione bilingue italiano-inglese e con la struttura URL precedente interamente reindirizzata.
Obiettivi del progetto
- Sostituire un sito fermo da circa dieci anni con una presenza allineata al posizionamento dell'azienda
- Rendere immediato trovare la soluzione giusta per ciascun settore applicativo
- Presentare in modo strutturato certificazioni, qualità e servizi di laboratorio
- Servire il mercato europeo con una versione inglese completa
- Preservare l'indicizzazione esistente nel passaggio alla nuova struttura
Chi è Sipag Bisalta
Sipag Bisalta S.p.A. è stata fondata a Genova nel 1948 ed è oggi tra i principali produttori europei di bentonite e prodotti ausiliari per applicazioni industriali. La sede è rimasta a Genova, la produzione è concentrata nello stabilimento di Sovizzo, in provincia di Vicenza — a pochi chilometri dalle principali fonderie italiane e vicino al porto di Marghera, dove sbarcano le materie prime.
I suoi prodotti sono impiegati nelle fonderie del settore automotive e meccanico, nei cantieri delle grandi opere europee — metropolitane, dighe, strade, ferrovie — e in ingegneria ambientale, mangimistica, trattamento acque, cartiere, agricoltura ed enologia. L’azienda dispone di un laboratorio interno che esegue analisi delle terre di formatura e sviluppa formulazioni su misura.
Il punto di partenza: un sito fermo da dieci anni
Un’azienda con oltre settant’anni di storia, presente nei principali cantieri europei, si presentava online con un sito rimasto sostanzialmente fermo per circa un decennio.
Il problema non era estetico. Nel B2B industriale il sito non chiude vendite — quelle passano dal servizio tecnico e da rapporti costruiti negli anni — ma svolge tre funzioni che nessun altro canale copre: fa capire a un progettista se esiste una soluzione per il suo problema specifico, permette a un ufficio acquisti di qualificare il fornitore, e dice a un potenziale partner europeo se l’azienda è strutturata o improvvisata.
Un sito fermo da dieci anni fallisce tutte e tre, e lo fa in silenzio: non produce un dato negativo, produce contatti che non arrivano.
Il ribaltamento: dai prodotti alle applicazioni
Il vecchio sito organizzava i contenuti per mercati e prodotti. Il nuovo li organizza per applicazioni e prodotti. Sembra una sfumatura lessicale, è invece il perno dell’intero progetto.
Un ingegnere che deve realizzare un diaframma plastico non cerca “bentonite”. Ha un problema tecnico e cerca la soluzione a quel problema. Un responsabile di fonderia non cerca “additivi”: cerca come risolvere un difetto di formatura. Organizzare i contenuti per catalogo significa chiedere al visitatore di tradurre da solo il proprio problema nel linguaggio del fornitore.
Ho quindi ristrutturato l’intera architettura attorno a nove aree applicative — fonderia, ingegneria civile, mangimistica, trattamento acque, cartiere, ceramica, agricoltura, enologia — ciascuna con le proprie pagine di approfondimento. Solo l’ingegneria civile ne raccoglie sette: diaframmi strutturali e pali, diaframmi plastici, iniezioni, tunnelling, perforazione di pozzi, microtunnelling, impermeabilizzazione di suoli e discariche.
Ogni pagina risponde a una domanda specifica di un professionista specifico. È la differenza tra un catalogo e uno strumento di lavoro.
Le pagine che servono all’ufficio acquisti
Il secondo blocco di lavoro riguarda una parte del sito che nel B2B industriale viene spesso trattata come adempimento formale, e che invece è operativa: qualità, salute e sicurezza, sostenibilità, etica e compliance, certificazioni e politiche aziendali.
Quando un’impresa di costruzioni deve inserire un fornitore nel proprio albo, qualcuno va a cercare esattamente quelle informazioni. Se non le trova, la pratica si ferma o richiede uno scambio di email che allunga i tempi. Averle pubblicate, aggiornate e raggiungibili in due clic accorcia un processo che altrimenti costa giorni.
Versione inglese e continuità tecnica
Il sito è stato realizzato in doppia versione, italiana e inglese, con struttura speculare. Per un’azienda i cui prodotti sono impiegati nei principali cantieri europei non è un accessorio: è la condizione per essere valutabile da un interlocutore che non parla italiano.
Sul piano tecnico, la riscrittura completa del sito ha comportato un nuovo ambiente WordPress e un cambio integrale della struttura degli indirizzi. È il momento in cui un sito storico rischia di perdere l’indicizzazione accumulata in anni: ogni vecchio URL che risponde con un errore è una pagina che sparisce dai risultati di ricerca e un link esterno che si spezza.
Ho mappato la struttura precedente su quella nuova con reindirizzamenti permanenti, così che chi arriva da un vecchio link — o da un risultato di Google non ancora aggiornato — atterri sulla pagina corrispondente anziché su un errore. In parallelo ho curato l’ottimizzazione on-page di titoli, descrizioni e gerarchia dei contenuti, l’adattamento a tutti i dispositivi e la configurazione dell’ambiente per prestazioni e sicurezza.
Risultati ottenuti
Fonte dei dati: Verifica diretta sul sito, agosto 2026